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Il calcio è rimasto uguale? Sono rimaste le porte, le linee e l'erba...». Z.Zeman
POLITICA
27 luglio 2010
Scoppia una Granata (nel PDL)

La crisi nel Pdl in versi, quasi un rap ritmato in una rubrica del blog del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, alla guida in Sicilia dei 'ribelli' contro i 'lealisti' del Popolo delle libertà.

«Nel Pdl è scoppiata una Granata. Come Lupi, i berluscones azzannano i finiani, ma un Bocchino al mattino e comincia il Bongiorno. Mentre gli altri stanno lì, con le facce un pò Verdini a osservare i colleghi che fan gioco, tipo battaglia navale »P3: colpito e affondato!«,esclamano a gran (porta)voce. »Ma è un imbroglio o è un Briguglio?«. Non ci si racCapezzone più. »No, non è un imbroglio, sono solo giochi, giochi eccelsi, giochi Fini».


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POLITICA
21 giugno 2010
La trota
La Lega di Umberto Bossi, il ministro federalista dimezzato da Brancher, del figlio rampante (Renzo)e consigliere regionale per omonimia (chi lo ha votato ha scritto Bossi sulla scheda pensando al padre) e della Padania inesistente ha celebrato il suo trionfo a Pontida. Erano in 50.000, un bel numero. Sempre gli stessi, nel 2010, dopo vent'anni, con i cappellini verdi e le bandiere celtiche, nel pratone. Secessionisti, ma non troppo. Federalisti, ma mai abbastanza, anzi sempre meno. Con il cuore nel profondo Nord, ma il portafoglio a Roma. Tra vent'anni, un po' più vecchi, ma sempre fedeli a Brenno, a Alberto da Giussano e a Berlusconi con la sua corte di pregiudicati si ritroveranno entusiasti e canuti a calpestare l'erba. Il nome del partito cambierà (cosa non cambia nella vita?). Non più Lega Nord, ma Trota Nord, Poi andranno tutti a pescare e qualcuno anche a ciapà i ratt.

Contributo:Blog Di Beppe Grillo

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POLITICA
19 maggio 2010
Ghigliottina per i Blog
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet;la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della"Casta".
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una media company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normalizzare con leggi di repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Non addormentiamo le nostre coscienze perché, è bene ripeterlo, dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.


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politica interna
18 maggio 2010
Berlusconi: fiducia in picchiata.
Scende ancora la fiducia in Berlusconi e nel suo governo. Il caso Scajola e la litigiosità interna alla maggioranza, uniti alle difficoltà economiche, colpiscono il premier che arriva al suo minimo storico. Il sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it dice che solo il 41% degli interpellati (3% in meno rispetto al mese scorso) dichiara di avere "molta" o "abbastanza" fiducia nel Cavaliere. La quota di coloro che nutrono "poca" o "nessuna" fiducia è arrivata al 55%; 4% sono i senza opinione. Malissimo il governo, ormai arrivato al 35% per cento di "fiduciosi", male in generale i ministri (per la prima volta, tutte le variazioni sono in negativo) e male anche i partiti: tutti, tranne l'Idv (che resta fermo) perdono il 2%.
Silvio Berlusconi ha raggiunto l'apice in termini di fiducia nell'ottobre del 2008. Diciannove mesi fa, Ipr Marketing rilevava un probante 62% del campione interpellato che si dichiarava "molto" o "abbastanza" fiducioso. Gli scettici erano appena il 36%. Da allora, la caduta è stata continua, se non verticale. Solo lo scorso dicembre, dopo l'aggressione in piazza del Duomo, il premier ha recuperato 3 punti (dal 45 al 48 per cento). Poi, dopo un mese di stasi, la fiducia nel presidente del Consiglio è scesa al 46%, al 44% e, adesso, al 41%: 21 punti persi in nemmeno due anni e 19 "guadagnati" dalla platea di chi non gli crede più.


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POLITICA
5 maggio 2010
Scajola: un barzellettiere di fiducia.


L'ormai ex ministro Scajola ha dichiarato: «Un ministro non può sospettare di abitare in un'abitazione in parte pagata da altri». Ora, sorge spontanea la domanda, visto che c'è un limite a tutto, come poteva Scajola non sospettare che l'appartamento da lui acquistato, considerata la metratura e l'ubicazione, avesse un valore maggiore di quello da lui pagato e dichiarato nell'atto notarile. Pensava forse che ci fossero i saldi di fine stagione o che le due sorelle che glielo hanno venduto facevano parte delle carmelitane scalze in vena di elemosine?

Negare l'evidenza ed arrancare con motivazioni improbabili è perdere la dignità già persa o nel migliore dei casi mettersi a far concorrenza per il premio di cazzaro dell'anno al suo stesso capo Berlusconi.. Leggendo con più attenzione la dichiarazione  sopra citate, si deduce attraverso un semplice sillogismo che se un ministro non può sospettare di abitare in un'abitazione in parte pagata da altri, un ex ministro aveva ed ha la certezza di abitare in un'abitazione in parte pagata da altri... vedo la maestà der Colosseo vedo la santità der cupolone, e so' piu' vivo e so' più bbono no nun te lasso mai Roma Capoccia der mondo infame!!!!

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POLITICA
13 marzo 2010
Quando si dice la combinazione


Falso allarme bomba sull'aereo che doveva portare Berlusconi da Roma a Milano. Alle 9,30 di sabato mattina, infatti, è stata ascoltata una comunicazione radio su una frequenza di servizio dell'aeroporto di Ciampino che annunciava la presenza di una bomba a bordo dell'aereo del premier. Lo ha reso noto alle 15,20 un comunicato della presidenza del Consiglio. I controlli subito scattati hanno consentito di escludere la presenza di qualsiasi ordigno. Sono in corso indagini per rintracciare la provenienza della comunicazione. Berlusconi poco prima delle 13,30 è giunto a destinazione utilizzando un vettore diverso, conclude la nota di Palazzo Chigi.

LE REAZIONI - La nota di Palazzo Chigi è stata diramata dalle agenzie di stampa pochi minuti dopo l'inizio della manifestazione del centrosinistra a Roma. Un tempismo che a molti dei manifestanti in piazza a Roma ha fatto ricordare cosa avvenne lo scorso 5 dicembre, in corrispondenza del corteo del No B Day. Poco prima dell'inizio della manifestazione giunse la notizia dell'arresto di due latitanti, uno a Milano (Gaetano Fidanzati) e l'altro a Palermo (Giovanni Nicchi). Pier Luigi Bersani, ai cronisti che a piazza del Popolo gli chiedono un parere sul falso allarme bomba all’aereo del premier ha detto: «Quanti ne avremo... Quanti ne avremo...». Di Pietro poi ha aggiunto: «Un falso allarme bomba? Appunto.... Bisognava creare oggi che c'era una notizia vera, la nostra manifestazione, una falsa notizia che occupasse l'informazione pubblica>>. 
Si aspetta con impazienza un editoriale di Minzolini...



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SOCIETA'
13 marzo 2010
Direttorissimo


Nel giorno in cui scoppia il bubbone sugli editoriali telecomandati, Minzolini appare in una intervista su “Altri”, a metà tra una confessione e un’ammissione. Tipo: “Sui giornali il retroscena politico e la descrizione dei particolari sono possibili, nel tg quel tipo di giornalismo è impraticabile, perché questo pubblico è molto meno interessato alla politica e alle sue minuzie”. Come dimostra l’aver spacciato la prescrizione per Mills in sua più “semplice” assoluzione? Spazio anche per la specialità della casa, l’editoriale - dalle “minchiate” di Spatuzza alla “gogna mediatica” evocata per lo scandalo Protezione civile - : parlo “con un linguaggio diverso, una mezza rivoluzione. (...) E poi l’editoriale è un modo per liberare la redazione nel suo complesso: lo firmo e me ne assumo la responsabilità”. Così parlò il direttorissimo.

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POLITICA
7 marzo 2010
Quando restò fuori il PD.


Presto, presto: serve un volontario per spiegare a quelli del centrosinistra di Monteporzio Catone che l’Italia non ce l’ha con loro e che non sono cittadini di serie B. Auguri al volontario, ne avrà bisogno perché dovrà battersi con una realtà molto dura che lo Stato non ha provato a rimediare. Storia fantastica, meglio ascoltarla dai diretti interessati con un paio di premesse: il centrosinistra è assente dal consiglio comunale di un comune – alle porte di Roma, novemila abitanti circa - in cui era e con ogni probabilità è ancora generosa maggioranza. Nello stesso consiglio, solo rappresentanti del centrodestra, a cominciare dal sindaco che ha vinto le elezioni senza antagonisti. 

Cosa è successo? «Semplice – racconta l’ex sindaco di centrosinistra Roberto Buglia, leader di una coalizione rosso, verde e bianca – per un errore, abbiamo presentato le liste con un paio di timbri in meno e siamo stati esclusi dalla competizione elettorale, colpa nostra». E i ricorsi? «Aahh, in ventiquattr’ore abbiamo regolarizzato la nostra posizione – spiega – timbri e firme, rifatte tutte di sana pianta, per far capire che non erano bollicine occasionali ma impegni seri; la commissione mandamentale ci ha risposto picche. Siamo andati al Tar e sa cosa ci hanno detto? Ci han spiegato che le questioni elettorali si affrontano dopo le elezioni, situazione tragica».
Toni Jop
POLITICA
5 marzo 2010
Catastrofi!


RISPOSTA BULGARA SUL SITO ‘CIRCOLI DELLA LIBERTÀ

Mario Valducci, berlusconiano della prima ora, è fondatore dei Club della libertà ( clubdellaliberta.it ). Ai tempi del No B. Day lanciò un sondaggio sul Web: “Facciamo un Sì B. Day?”. Il 93% rispose “No”. Ieri ci ha provato di nuovo: “Esclusione delle liste Polverini: siete d’accordo?”. Risultato clamoroso: il 98 ha risposto di Sì. Visti i risultati, la consultazione prima è stata chiusa, poi riaperta con i i no che crescevano misteriosamente (il blog Metilparaben ha conservato tutte le schermate). Alla fine è stata abbassata la saracinesca in maniera definitiva. “Il sondaggio è diventato facile preda di chi non aspetta altro per esternare il suo livore” il congedo sul sito di Valducci.

da il Fatto Q.

SOCIETA'
3 marzo 2010
Scorte

Il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica di Palermo ha assegnato la scorta all’avvocato Roberto Schifani, figlio del presidente del Senato, che si occupa di cause civili e tributarie. Le forze dell’ordine non hanno voluto commentare la notizia, né spiegare il motivo della decisione.

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